Enti Pubblici e Politica 

Chiusura dei centri sociali, oggi pomeriggio manifestazione della “Città di sotto”, da De Ferrari

Lsoa Buridda e Csoa Terra Di Nessuno: «Previgilia di lotta. Presidio itinerante attraverso lo scintillio delle vetrine natalizie». Dalle 17:00

«In questa visione di città, svenduta come “il più bel sobborgo di milano”, “spazi di espressione e creatività per gli studenti, centri di produzione del pensiero e della cultura antisistemica, case per chi non si può permettere gli odierni affitti da usurai, posti dove ricevere assistenza o svolgere attività altrimenti inaccessibili” non trovano posto perché “sono focolai di solidarietà attiva, luoghi dove prendere una boccata d’aria dalle soffocanti metropoli dove viviamo; ma sono soprattutto presidi di lotta”. Noi, che continuiamo ad avere una visione diversa di quello che viviamo tutti i giorni, noi della città di Sotto , non ci stiamo ! Continuiamo a credere che le comunità resistenti occupate o no, legalizzate o no, come teatri, cinema, circoli debbano continuare ad essere spazi di Cultura alternativa, contro il luccichio del profitto e commercio smodato e sfruttatore, focalizzato solo ad aumentare le entrate del governo delle città . A prescindere dal nome e dalla formula organizzativa in cui sono costituiti e dalle attività che vi vengono svolte, i luoghi dove viene espressa e costruita qualsiasi forma di cultura libera e alternativa, restano fondamentali per sottolineare le contraddizioni delle istituzioni che ci governano e continuano ad avere l’obbiettivo di stimolare un pensiero critico».

Aderisce il Prc. «Chiusura dei Centri Sociali, Genova non è una città per giovani, soprattutto per quelli che vogliono pensare con la loro testa dice il segretario Giovanni Ferretti. Che continua: «Genova è la città più vecchia d’Italia, che è tra le nazioni con età media più vecchia del mondo. Logica vorrebbe che Genova facesse di tutto per “coccolare” i suoi giovani, favorirne le inclinazioni, lo sviluppo, l’occupazione stabile – dice -. Casa, scuola, cultura, lavoro e, perché no, socialità e divertimento. Invece no. Sempre meno soldi per la scuola (anche quella comunale), idem per la cultura. Lavoro? Container di passaggio e Genova turismo-mordi-e-fuggi = precariato. Socialità e divertimento? Come no! Centri commerciali e Mediaset a de Ferrari a capodanno, qualche passerella, qualche ombrellino, qualche scivolo in via XX per Bucci miss maglietta bagnata. Chi cerca altri contenuti culturali e di socializzazione? Chi si oppone al consumismo? Sinora aveva poche alternative. Tra queste i Centri Sociali. Ma figuriamoci se Genova Meravigliosa li può tollerare! Se l’assessore alla sicurezza stile repubblica di Salò può prendere atto del grande lavoro svolto da questi spazi occupati! E allora, chiusura e demolizione di Terra di Nessuno, sfrattato lo Zapata, chiusa la Veranda di Oregina, sfratto del Buridda. La storia di quest’ultimo si colora di grottesco, se pensiamo che la sua prima collocazione, quella di via Bertani, quella del precedente allontanamento per “pubblica utilità”, è ancora lì, dopo lustri, vuota, in pieno degrado. Strano che questo non crei difficoltà al rettore o alle autorità. Il problema non sono le sedi dei centri sociali, ma che queste siano autogestite, che diano strumenti ai/alle giovani per realizzare un pensiero critico, autonomo, non condizionato dalle ideologie dominanti. E questo fa paura a Bucci, al Rettore o al potentato di turno. È per questo, per rivendicare la libertà di pensiero, di organizzazione, di autogestione che Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione dei centri sociali».

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